s. m. inv. [ f o | f ì o ]

Lemma simile dal punto di vista sonoro ad un fischio.
Termine onomatopeico che esprime gradimento e sorpresa, da cui discende l’aggettivo fofioso, di uso poco comune ma di forte impatto, entrato nel gergo di questo locale da molti anni. Generalmente, quando si apprezza un cocktail da Fofìo – oppure piadine o crêpes fatte in casa – è preferibile usare l’aggettivo fofioso, anziché i soliti buono, buonissimo, ottimo, favoloso, eccezionale, meraviglioso, eccellente.
Il personale gradirebbe, convinto che il termine non abbia sinonimi adeguati.
Se poi il piacere lo si manifesta con un fischio, li renderete felici come se non ci fosse un domani.
Fofìo si pronuncia con l’accento sulla ì. Se no non vale. E non si sente.